Il quadrifarmaco della lettura ft.@unlibroeunacioccolata

Perché si legge? Cosa significa per noi la letteratura? Cosa ci ha spinte molto tempo fa a scegliere  la lettura come unico luogo nel quale rifugiarsi? Queste sono state le domanda che io e Reb ci siamo fatte casualmente, mentre meditavamo sull’argomento da trattare per questo secondo appuntamento della nostra collaborazione.

La lettura mi è stata vicina quando intorno a me tutto sembrava indecifrabile; quando mi sentivo sola e sconfortata perchè l’universo creato non riusciva a capirmi e io non mi sforzavo di capire lui; quando mi volevo estraniare, dimenticando per una frazione di secondo l’indugio dell’uomo davanti alla possibilità di silenziare le ingiustizie. I libri sono sempre stati amici fidati, i pezzi mancanti del mio puzzle personale, la colla inodore e incolore che ha riunito i frammenti dei miei pensieri, la coscienza che mi ha spronata a non mollare davanti agli ostacoli.

Ho provato a pensare a quattro mali della società a cui la letteratura ha tentato, tenta e tenterà di mettere fine e per ognuno ho provato a consigliare due libri che mi sono stati utili.

Perché…

“L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale” .

  • Smania di potere, sete di sangue e voglia di omologazione.

Fin dalla preistoria l’uomo si è differenziato dalle bestie per l’uso del cervello, della razionalità, della ragione. Molte volte però, ancora oggi, emerge la sua indole violenta, bramosa di primeggiare sul branco, di innalzarsi sugli altri con ogni mezzo a propria disposizione. I libri sono in grado di ammonire e di ricordare che si può essere diversi da ciò che ci ordinano di essere. Basta solo volerlo.

Libri consigliati

  1. La fattoria degli animali, George Orwell
  2. La strada, Cormarc Mccarthy
  • Lo scorrere del tempo, la paura di invecchiare, il terrore di dimenticare se stessi.

La vita dell’uomo è una ruota. Inizia nascendo e si conclude morendo. La morte fa parte della natura dell’uomo, che è un essere caduco e fragile. La strada che porta alla morte, la vecchiaia, ha sempre fatto paura all’uomo. Normalmente l’essere umano,  che sia un bambino o un’anziano, diffida, teme, dubita di ciò che non conosce. Crede  di dimenticare, di cancellare, invecchiando, ciò che è stato e ciò che è. Crede di essere dimenticato, cancellato dalla memoria del mondo.  I libri fermano il tempo. Raccontano storie di uomini che sono vissuti tempo prima o che sono in procinto di nascere; analizzano con razionale immaginazione le tappe della vita dell’uomo;  gli regalano  qualche secondo di respiro, nel quale quest’ultimo dimentica la sua ineluttabile fine.

Libri consigliati

  1. Antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters
  2. Odissea, Omero
  • L’ignoranza.

La malattia più feroce del mondo, quella più aggressiva, quella che colpisce indistintamente tutti, è l’ignoranza. L’assenza di sapere è l’arma più potente dei dittatori, di coloro che sono smaniosi di potere, di coloro che sono assetati di denaro, di coloro che bramano la fortuna. La lettura è il vaccino a questa malattia. Permette all’uomo di sfuggire alle ambizioni crudeli dei suoi simili e di proteggere coloro che sono più fragili, mostrando a questi ultimi la vita sotto una luce diversa.

  1. Fahrenheit 451, Ray Bradbury
  2. La bambina che scriveva sulla sabbia, Greg Mortenson
  • La morte dei sogni, la frantumazione dei desideri, la fine della fantasia.

Il mondo è crudele. Feroce. Aggressivo. Molte volte crolliamo senza comprendere chi ci abbia pugnalato alle spalle. Molte volte piangiamo per la violenza che annebbia i panorami del mondo. Molte volte ci rassegniamo alla pioggia di omertà che invade l’universo senza opporre resistenza. Uno degli obbiettivi della letteratura è ricercare la bellezza. Cercare la poesia quando tutto intorno e dentro noi è macerie, polveri, detriti ammassati su pareti invisibili, mutilate da bombe che utopicamente sono esplose in noi, lasciandoci implodere giorno dopo giorno. La letteratura restituisce fiducia ai brandelli sconnessi del nostro pensiero, ci porge la mano nel momento più critico e non pretende nulla in cambio. Si ci deve solo fidare. Fidare di poter risorgere grazie alle storie degli altri.

  1. Se una notte di inverno un viaggiatore, Italo Calvino.
  2. Leggere Lolita a Teheran, di Azar Nafisi

Grazie per avermi letto. Per avermi dedicato del tempo.

Leggete anche l’articolo di Reb, non sarà tempo perso.

http://www.unlibroeunacioccolata.blogspot.it

Ania

 

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